ROBERTO
BERTACCHINI
Non sono adatto a questo pianeta
Cantoni sotto piogge, mare sulla spiaggia, piangono
Distinguere il solito pensiero
A dopo
angelo, pianta con uomo
(insetto
Donna
cammello
suona
Passano
poveri
giorni
Stai
udendo qualcosa oggi,
domani
Parchi
enormi sul mio
corpo
Tolti senza
amore
Calvi
attraversano la
strada
Come sono
piccoli,
profumi
Terra
calda di notte
Ehi tu! Cosa
fai?
Poveri
giorni
passano
Suona
cammello
Donna
Uomo come
pianta, l'angelo adorato,
nutre
Così la
loro
Storia
Taci orso
bruno
Paraventi
di onde
cadono
Stupita
(ormai oramai mamma) le
cicale
Viole
sotto il suolo,
sottosuolo
sottosuolo
Anima,
dove vai,
ora
Tempi moderni
così
dicono
ora
sottosuolo
sottosuolo
come
prima.
9/1/98 h.20:12
Sapendo a che cosa andavo incontro, voltai
l'angolo - erano
appena le sei di sera - coloro che camminano così, in
fretta,
non oso parlare.
Chiuso il cinema, ad esorcizzare la mia 1ibertà
di sterminatore
sociale, conobbi molta esuberanza nel pensare, tuttavia
odio
sia loro che me.
Troppi
errori in un
mondo
Così caro
da morire di
fame
Tremila
occhi guardano le
stelle
Così come
sono, muoiono
Perduto
sopra le cime
Il
fiore culla una sua
vita
Dappertutto
si cresce
Ogni
terra mare e
nuvola
Così
siamo
Sospesi in
aria
Deboli
Pare
che siamo soli qui
Ah! Che sole stanotte... È
vero?
Certo che
non te l'aspetti
I noi, i voi, gli
essi
Tradiscono
"Ogni"
(Deboli)
(È
vero)
- Tradiscono -
Tenero
come una
rosa
Straccia
sopra le
regole
Combatte
un marciapiede
Tumulto cosa cerca
stessi occhi
stanotte
Sole sul
balcone
Passante in cerca
costui
chi era
Un
soldato giovane
Stavi per passare
contro
un muro
Colorate le vetrate
risplendono
Sotto
a chi tocca
stanotte
vuoto
L'anima a prova
d'innocenza
Brutte
pareti d'abbattere
Gli stessi
coloro
che
urlano
Semplici
voci corrono
Tutti uguali tremano
appena visti
Trucidati
dallo stesso colpo
Si afflosciano giù per terra, la testa è gonfia
Sentono
qualcosa
Sì,
sono
loro
Sono
venuti
A
prendermi
Come
una
rosa
Tenero
Cantoni sotto piogge, mare sulla spiaggia, piangono
Temono
sotto piogge, cantano piaceri puritani
Fallimentari apostoli cadono sopra gli
alberi
Come stelle marine, imbalsamano la loro identità
Stecche di pioggia, remano nel loro
mare
Frecce di pioggia, sfrecciano nel loro mare
Muti, sordi, ciechi,
ascoltano i loro padri
Pacifici combattenti immergono d'ombra
Solo la luce
cammina al loro passo
L'acqua rimane immobile, liscia sopra di
lui
Taci come onda
Corre lui vano
Treni di
carta
SÌ, CARTA STRACCIATA
Prati giganti di orge
Placano la loro
ira
Eroi sommersi e sommessi
Taglio corto di umore
Stanno arrivando
soli
Con tutto questo, rimano
Prati di orgie giganti
Pregano
solo per voi
Solo
per voi
Solo
per
Solo
19/1/1998
Ho
puntato tutto su di te
La
notte come neve
Paura di rimanere nudo
Pantani di folla
schiacciata
Pare che sia sangue. È solo amore
È arrivato il
momento
Ballano cantano cinguettano
Lei, la donna sola
Canta sopra i
loro canti vivaci
Cala la notte come neve
Calda di sangue si scioglie
E
tu, cosa ti rimane?
È per quello lì che stai così?
Cala la notte
Notte
come neve
Si scioglie
Perso ora in
Non
pensare
Non
cadere
L'amore e
lì
Non
morire
Non
andartene
L'amore è solo
lì
Amore.....
19/1/1998
h.00:30
Casi disparati
disparati
di significato
col riso
c'era polvere
io fumavo
gli occhi
sprofondano senza
luce
strana e amara intanto
in
tanto
Repulsione e paura a mano a
mano
Riguarda me
c'erano
adesso
Era follia
questa
amarezza
Era
follia la
mia
Era
Non
usa più
maggiori
trionfi
All'arte
alla
letteratura
Il loro isolamento
può
formulare
Abbiamo perpetuato
avere
l'aria
Insieme e inquieta
è
stato l'amore
si fa insostenibile
all'immagine
sola
Dove tutti
perdono
la testa
Al diavolo!
È
questo il punto
Ce ne sono pochi da
spingerlo
Nostalgia verificare
in meno
Il posto in cui non ci si sente
A
tratti sempre
me
Solo
me
E così mi odi tutto il tuo amore
Dolcissimo
mio tuo caro amico
La tua camicia mi sfiora
Tutta nera in pelle, le tue
labbra
Piccolo ma orfano col naso schiacciato
Le tue braccia così così
belle
Tuo piccolo torace liscio senza un po’
Un culo che ti sfiora,
pure.
Sì loro, coloro ti servono
La tutta loro
forza, saliranno
In alto come aquile, pure
Tu ed io, stanchi
camminiamo
e
non li
sentiranno
deboli.
Sono perduto, le tue labbra
Intorno a un
popolo impure (implora)
I miei occhi hanni visto, tu tu, tu,
tu.
Il Signore?
Nella libertà, dammi le tue
debolezze
Il gioco e tuo, noi siamo immersi
Certezze tua depressione,
l'umanità.
Io attingo, quanto? Cinquanta?
Te, che te ne intendi,
rifiutai
A lui se confessasse il mio proprio
Non ha orrore, il male la
realtà
Controla sua sensibilità, io dubito
Ciò che è vile, è
universalmente validà
In stanza della sovranità, alla l'ealtà
Un tua mia
ultima, ombroso
Troppo ne suoi, ha soltanto
non
capisce inutile si oppone
non
capisce inutile si oppone
non
capisce inutile si oppone
Condanna la sua libertà
Ma, è la libertà?
Il colletto del vestito
gli
spiriti dei
defunti
avesse
sentito
mi
porterà via
Sempre sorridendo e insieme
Da nessun altro, e di notte
Non
è altro un sorriso
Un timido sorriso, abbasso gli occhi
Nota di tromba,
grande dove urtò
Un aumento, d'intensità, in mezzo al mare
Di come fosse
accaduto, il
piacere
il
tuo piacere
Era
invaso immaginare
come
il
peccato
se
mai
quest'altro
era
vissuto
uomo
Dio
quando cercava
Batte le
sue mani, prima il
tuo
piacere
il
tuo
piacere
Mi porterà via
Noi prima di avvolgersi a tutti a
tutti loro
Pensiamo al poco di veloce siano
Ma provi quello che dico ora qui
straiato
Dondola un tuo ricordo
Persi nelle strade piena di
luce
Possiamo veramente camminare
Tutto prima era
bianco
Ora tu, ora cosa
Braccati dal nostro mondo,
sentiamo
La tua balìa immerge sempre di più
Tenuti troppo nel
tempo
(per)
Piaci sempre di più, vola via mio
piccolo
È la terra, qui scotta, è la
terra
qui
scotta
qui
mi
mancherai.
TUTTOORA
(sbagliato
prima)
Balliamo come un fiore
Tutto in
colori le nostre cose
Persi mica solo nel vuoto
Tutto in colori le tue
cose
Scoppia nel ghiaccio
Scoppia,
scoppia,
scoppia,
nel
tuo cuore
Terra oltre la mia città
La mia vera
città
Scoppia
nel ghiaccio
Permesso Permesso Permesso
Parrocchiali dove siete,
ora
Proprendiamo tutto le nostre vite
Basta verità nel tuo buco
Amore
insieme dolore
È l'unica
forma
È
l'unica
Forma
Prima di tutto.
SOSPIRO
LA MIA VERA
OSTICA FACCIA
Tanti miei fiore/i dove state
sedendo
La mia fragilità mi medesima innatura
Rapporto esiste con
loro
Sopra il bianco del tuo marmo
Agli amanti notturni in
mondo
Proibito un universo, è un rondo
Io m'(i)accanii nel male
In me
la distruzione, più duro
Spessò, un massiccio è bruno
Innamorato dei
pericoli
Mi agita, è un maschio, non gli manca
La sua faccia, inquieta gli
alberi
Quando torna, del suo corpo sulla strada
Suo volto di lontano
implora(ra)
L'abito, mi compiaccio, sotto diventerà
Pesante mi dicevo, in
me
stesso
Uno
dei
solo
Diventerò
Uno
dei
loro
D'un
mio
sospiro
L'intera
vità n'ero
Essere in tutto
Amore
tutto
Devozione
Essere
n'ero.
Questo sono io, mio essere
Vacci
piano per favore, io sono qui
Colpa di che cosa, sono io qua
La tua mia
passione mi ferisce
Porto capelli lunghi per non farmi vedere
Porto sempre
vestiti, così io sono
Ma porti sempre quel
'verso
Tutti abbiamo un
cuore
Te
Non
Mi
riesci un po'.
Violato dal viso, ora che resti
È distrutto, tutto esplode,
perdonami
Vai dove
vai La
promessa
Che
non perdòno
Esploravo ragazze
Ei dolcezza,
piegato mi sforzai
Nel letto posizioni io nel tuo
corpo
Avidamente
Col
tuo
corpo
Mio
finito
Ogni
volta che ascolto musica non
sento alcun bisogno di parlare, continuo a pensare come si può deprimere ogni
pensiero, è così visto ed accolto in qualsiasi spazio temporale. Il suono che
esce, da sempre motivazione, nel complesso più indicativo. Essere così soli,
nello stato puro, semplifica ogni mia idea. Ora si adatta ogni parola, con
intimità sprovveduta, ogni canto lascia termini come essere in compagnia di un
mucchio di morti. Lo stato, è più piccolo, ma nello stesso tempo più vasto,
oramai penso che l'uomo si sta lasciando andare, la vita non si vede, non si
sente, più ora vado controcorrente più mi sento assalito, l'aria è più pesante,
il cielo è ricoperto, la strada è semivuota, non passa mai nessuno, l'amicizia
lascia predisporre poche ore di sincerità che un uomo vorrebbe sentire, tutti
hanno voglia di vedere, e parlare ma in questo stato, oramai c'è ben poco da
riflettere.
La costruzione di ogni momento, rimane costruito da qualsiasi
atto, il rumore fa sempre la sua figura nell'interno del vuoto.
Distinguere il solito pensiero, a che cosa serve ora, tutto è così apposto per tutti voi, ma io
invece cosa posso fare in oltre la mia ingenuità.Raccontarvi qualche storia,
immaginarsi come gli altri potranno vedere con i loro occhi, pensieri, luce nei
loro cammini così sbagliati.
La mia prima storia che vi racconto è pressoché
così semplice e intima, per la quale mi ci è voluto un piccolo vocabolario
trovato per caso in casa mia, in quale le mie parole non subiscano solo
riferimenti dattici. Colui che osserva e studia se stesso, ecco la prima
osservazione del melodramma scritta un cambiamento in stesso dall'autore al
personaggio, con chiari riferimenti a colui che indietreggia e che va avanti per
suo modo di camminare, e non con gambe sue, ma altrui. La mia piccola casa era
stata appena rimessa a posto, il tetto fatto nuovo, dava un piccolo senso di
felicità colorata con il cielo, specialmente di sera, le stesse davano quei
riflessi chiari e splendenti con apposito del colore del tetto, un colore quasi
nuovo. La casa così piccola aveva inanzi tutto un piccolo bel cortile recintato,
il verde intorno era stato ricavato dal suo rinascimento della terra così
fertile, i fiori piccoli coloravano tutto il loro sentimento di vita, come fossi
stato tutto creato prima del nascere, il cancello era sicuramente una cosa
importante del cortile, si apriva e si chiudeva così la gente poteva sempre
cambiare idea. Le prime persone che ebbero il desiderio di entrare per prime,
ebbero un piccolo sentimento grottesco del vedere come le cose sarebbero
cambiate per quell'istante entrate dentro, un desiderio così scuro nei loro
volti, tutto così pieno di colori, ecco come si apprestava la casa, sì piena di
memorie.