notes on (infinitive sessions)


(directions in time)

I

La rinuncia all'intenzione è la condizione preliminare.
Solo il silenzio è privo d'intenzione.
Il suono è una condizione del silenzio, il silenzio è una condizione del tempo.
Ciò che si determina è frutto esclusivo delle circostanze fisico-acustiche proprie di ogni specifica esecuzione, non c'è una struttura, c'è una forma che è il risultato di un processo.
Ciò che si ascolta nasce per sottrazione di suoni al rumore anziché per somma di suoni al silenzio.
L'esecutore suona i silenzi che stanno intorno e dentro i suoni.
La tecnica è fondata sull'intuizione istantanea, la disciplina impone la distruzione dell'io.

II

Non bisogna confondere la musica con la sonologia, il suono in sé non è musica.
L'essenza della musica è il tempo, non il suono.
La nostra musica non è costituita da più suoni distribuiti in un tempo uniforme, ma da un unico suono che rimbalza in un tempo molteplice. In altre parole, tutti i suoni sono il medesimo suono, udito un'innumerevole quantità di volte, nello stato in cui tutti i tempi sono presenti.

(music is a pollution of time)

Manuele Giannini
Maggio 2001


Un vamp astratto, nero e cattivo, un ritmo spezzato, reiterato, una costante pulsazione asimmetrica, l'eterno ritorno di un groove che infetta. Un accordo blues che rimbalza all'infinito in uno spazio bianco, senza dimensioni. Un crepito elettronico che buca il senso del tempo.
Al loro quinto LP gli Starfuckers ripropongono lo scandalo dell'asincronia in un contesto pił tradizionale, recuperando forme rudimentali di blues, jazz, rock e funk.
La rifondazione del rock, forse, passa da qui.

Lunita Laredo
Aprile 2002